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Processo produttivo

Gli oli extra vergine di oliva Monini


Condividere l’amore e la passione per l’olio Extra Vergine di oliva, offrendo un prodotto di qualità superiore e dal gusto inconfondibile uguale nel tempo, convinti che le cose buone siano le uniche che si distinguono e rimangono: questa la mission di Monini


Monini

In quasi 100 anni di vita gli Oli Extra Vergine di oliva Monini vengono selezionati accuratamente secondo il “sapere” di famiglia tramandato di padre in figlio, scegliendo solo frantoi nelle migliori aree di produzione in Italia e nel Bacino del Mediterraneo, in grado di garantire condizioni di igiene, impianti di trasformazione e di stoccaggio delle olive e dell’olio di qualità superiore.
Oggi la Monini resta un’azienda di famiglia ancora animata da passione artigianale per proporre ai suoi consumatori il meglio in fatto di Olio Extra Vergine d’oliva, ma nello steso tempo all’avanguardia per strutture, tecnologia e controllo qualità.

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Stoccaggio della materia prima

Monini dispone di circa 170 serbatoi di stoccaggio: serbatoi di superficie in acciaio inox, o serbatoi interrati le cui pareti in cemento sono comunque rivestite in acciaio. Le capacità dei serbatoi sono le più variabili: dai ‘piccoli’ serbatoi da 100 ettolitri fino a quelli da 2.100 ettolitri. Per mantenere caratteristiche qualitative distinte per ogni Extra Vergine è necessario tenere separati i diversi oli fino al momento dell’imbottigliamento. Gli oli diversi dall’extravergine (gli olirettificati di oliva e gli oli di oliva) sono stoccati in serbatoi in aree separate con tubazioni di collegamento totalmente diverse da quelle che collegano i serbatoi degli oli Extra Vergine. Qualsiasi movimentazione, da un serbatoio a un altro, è sempre registrata.

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Filtrazione e brillantatura

Tutti gli Extra Vergini Monini sono sottoposti al processo di filtratura e, immediatamente prima del confezionamento, al processo di brillantatura. Processi che migliorano sensibilmente la conservabilità dell’extra vergine senza compromettere in alcun modo le sue caratteristiche di freschezza e le sue qualità nutrizionali. Nella filtrazione l’olio passa attraverso delle tele filtranti e ne esce privo delle goccioline di acqua di vegetazione e dei microframmenti di oliva che insieme gli conferivano un aspetto torbido. La brillantatura, subito prima dell’imbottigliamento, rappresenta un’ulteriore accortezza: un ultimo passaggio attraverso un filtro di cellulosa (comune carta assorbente di alcuni mm di spessore).

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L’imbottigliamento

Oggi sette linee produttive hanno una capacità media giornaliera di imbottigliamento di 140.000 litri (con punte produttive di 273.000 litri). Le bottiglie utilizzate sono nuove e conservate in locali separati, in adeguate condizioni igieniche. Una volta inserite sulla linea di confezionamento, vengono comunque sottoposte ad ulteriori misure precauzionali di igiene e controllo.
Le bottiglie vengono capovolte e soffiate con aria compressa al fine di garantirne la massima igiene. Un’ispezionatrice
ottica controlla ogni singolo contenitore per verificare l’eventuale, quanto improbabile presenza di anomalie nel vetro: bolle, rotture, o eventuali corpi estranei. Da questo momento il percorso dei vetri lungo la linea di confezionamento è protetto da una copertura metallica fino alla tappatura del contenitore. Ogni olio – Granfruttato, Classico, Poggiolo, Umbria DOP, olio di oliva Anfora – giunge alla macchina imbottigliatrice attraverso una specifica tubazione in modo da garantire l’identità di ogni prodotto bottiglia per bottiglia.

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Il monitoraggio

Tutto il processo è sotto stretto controllo. Telecamere situate subito dopo la tappatura permettono di controllare la presenza del tappo su ogni bottiglia e il livello di riempimento dell’olio nel contenitore. Altri dispositivi dotati di telecamere permettono di verificare la presenza del “lotto di produzione” sull’etichetta. Il lotto di produzione e l’orario di imbottigliamento permettono la totale rintracciabilità del prodotto. In altre parole, attraverso questo numero è possibile risalire tutta la filiera di produzione. La data “di scadenza” è fissata precauzionalmente a 12 mesi dal giorno del confezionamento.
Inoltre, vengono controllate le bottiglie con cadenza oraria, per verificare la correttezza del contenuto in olio dichiarato in etichetta. Una pellicola in film termoretraibile opaco protegge dalla luce le confezioni destinate a una veloce distribuzione. Le bottiglie destinate a Paesi lontani vengono meglio protette con un cartone che permette di mantenere l’olio totalmente al riparo dalla luce.

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Le certificazioni

Monini ha ottenuto e rinnovato numerose certificazioni negli anni: ISO 9001:2008 per la gestione dei Sistemi di qualità, British Retail Consortium e International Food Standard per la sicurezza igienico-sanitaria dei prodotti agroalimentari di marca, UNI 10854 :1999 per la progettazione e realizzazione sistema autocontrollo basato sul metodo HACCP, ISO 22000:2008 per i sistemi di gestione per la sicurezza alimentare, OHSAS 18001:2007 per la certificazione dei sistemi di gestione della Salute e Sicurezza, BIO sulla produzione e confezionamento prodotti biologici, DOP per la produzione e confezionamento DOP Umbria e ORTHODOX UNION, la certificazione Kosher. L’ultima tappa è la certificazione EPD – Environmental Product Declaration (Dichiarazione Ambientale di Prodotto), che fa della storica azienda umbra la prima in ordine di tempo tra le grandi imprese del settore a poter vantare questo marchio per i suoi prodotti. Un documento che riguarda quattro dei migliori Extra Vergine d’oliva firmati Monini: Classico, GranFruttato e Il Poggiolo, oltre a una quarta referenza dedicata solo al mercato estero. Il sistema EDP ha sottoposto gli oli Monini a un “calcolo della performance ambientale che hapreso in considerazione tutti i consumi di risorse naturali (acqua, energia, materie prime) e tutte le emissioni nell’ambiente (dalla Co2 ai rifiuti): dalla coltivazione agricola al conferimento in discarica degli stessi imballi.